Il web 3.0: la nuova frontiera del webmarketing!
Puoi vedere anche il video di questa newsletter su Youtube al seguente link:
http://www.youtube.com/watch?v=TD6YIn2H7AI
Oggi quasi tutte le aziende hanno un proprio sito web. Negli anni passati abbiamo assistito ad un proliferare di siti web: webmaster e agenzie facevano a gara a chi realizzava il sito più bello, più dinamico; c’è stata una sorta di “corsa al sito web”, in un’ epoca (inizio anni ‘2000) in cui avere un sito web era di moda, era cool, faceva molto “stare avanti”.
Questo boom dei siti web è quello che è stato definito come web 1.0.
Il web 1.0 consisteva praticamente in una sola cosa: avere un sito web. Le aziende costruivano il sito e stop, era finito tutto lì. Nessun lavoro aggiuntivo per monetizzare il sito web, nessun lavoro per aggiuntivo per avere traffico, portare contatti, generare interazione con il potenziale cliente…
I siti web costruiti in questi modo erano (e ce ne sono ancora molti a dire la verità!) delle semplici vetrine, per lo più inutili, dal momento che non generavano nessuna fonte di guadagno.
Tutto era basato sull’essere bello, sull’apparenza.
Poi si è iniziato a capire che il sito web in sé e per sé era praticamente inutile se non veniva associato ad un discorso di ROI (ritorno dell’investimento) e quindi di traffico sul sito web.
Così in molti si sono mossi verso le campagne pubblicitarie online: principalmente Google Adwords, in minoranza su Yahoo Search Marketing e altre reti minori e da qualche tempo sono presenti le Ads di Facebook tra i grandi protagonisti dell’advertising sul web. Oltre alle campagne pubblicitarie a pagamento come queste, che vengono definite pay-per-click in quanto si paga solo quando si ottengono click sugli annunci pubblicitari, si è iniziato a lavorare sui risultati organici dei motori di ricerca (Seo) e quindi su tutto ciò che può generare traffico dal web (siti a tema, forum, blog…)
Questo è il cosiddetto web 2.0, composto essenzialmente dal sito web + le fonti di traffico che servono a portare potenziali clienti sul sito web.
Il nostro servizio Trova Clienti, che puoi scoprire nei dettagli al seguente link: www.webmarketingitaliano.it/trova-clienti ha queste stesse basi ad esempio.
Il modello di business web 2.0 ha funzionato, funziona ancora molto bene e probabilmente funzionerà ancora per qualche tempo.
Quello che però è scontato, è che la società (e con essa il mondo del web) si sta evolvendo verso una nuova fase, che è già stata denominata web 3.0.
Con il web 3.0 il tuo potenziale cliente non solo è il centro della scena del mercato, ma vuole sempre più insistentemente un contatto diretto con l’azienda: il nuovo cliente vuole “vivere” l’azienda, vuole avere la possibilità di contattarla, scrivere sul suo sito,blog o forum che sia… vuole interagire con l’azienda e con gli altri utenti; vuole condividere le sue esperienze e ascoltare le esperienze degli altri che hanno già “toccato” le esperienze che vuole vivere lui.
Cosa stiamo dicendo?
Stiamo dicendo che oggi per avere nuovi clienti non ti bastano più un business sul web (come il sito o il negozio Ebay) e una strategia di promozione sul web: devi anche far interagire il cliente con la tua Azienda e comunicare con lui! Lui ti vuole conoscere e vuole scoprire come sei.
Un esempio?
Guarda cosa fa la Ducati con il suo servizio Experience: la Ducati organizza dei corsi di formazione anche per principianti, in modo da dare la possibilità a tutti di entrare in contatto con la casa madre, vivere l’esperienza di cavalcare le sue fantastiche moto e quindi sentirsi integrati nella grande “famiglia” Ducati, alla pari dei grandi professionisti, perché no.
Per questo anche noi della Brancozzi & Partners Consulting stiamo sviluppando il Trova Clienti affinchè sia in grado di dare alla Tua Azienda la componente web 3.0 di cui hai bisogno; in questa ottica abbiamo già sviluppato:
-le attività “sociali” su Facebook
-le applicazioni Facebook
-le pagine personalizzate su Facebook
-i video tutorial ed i video aziendali
…e tanto altro che puoi scoprire contattandoci direttamente sul nostro sito web al seguente link: http://www.webmarketingitaliano.it/trova-clienti/#form1
Per qualsiasi informazione Puoi contattarci gratuitamente ai nostri recapiti:
Brancozzi & Partners Consulting srl 0734605020
Prof. Simone Brancozzi 3357589095
N° verde 800135806
Email: info@controlloaziendale.it
Le idee buone le hanno TUTTI!
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http://www.youtube.com/watch?v=ICo-1Y9sbAY
Ti è mai capitato di avere dei collaboratori senza idee?
Quando fai una richiesta per avere degli spunti innovativi dai tuoi collaboratori, sappi che teoricamente è praticamente impossibile che anche 1 solo di essi non ti porta alcuna buona idea (purtroppo nella realtà aziendale invece molto spesso capita che nessuno tiri fuori nessuna idea buona!)
Le scuse del tipo :-Non ho avuto nessuna buona idea…- :-Ho avuto un’idea, ma non mi sembrava valida, quindi l’ho scartata…- non reggono più al giorno d’oggi!
Ogni persona che ha un cervello ha obbligatoriamente delle potenziali idee buone da generare; non è detto che siano grandiose, o che arrivino subito, ma basta un minimo di sforzo affinchè OGNUNO di noi tiri fuori, quando gli viene richiesto, qualcosa di buono.
Quando qualcuno ti risponde che non ha avuto nessuna idea buona significa semplicemente che ha un cervello pigro e che non si è impegnato nel cercarla questa idea.
Scommettiamo che se chiedi in giro :-Hai mai avuto una buona idea in tutta la tua vita?- Ti risponderanno tutti quanti di sì?
Altre scuse classiche in azienda per non avere avuto nessuna idea buona sono:
-non ho avuto tempo
-non ho le risorse
-ho idee ma non sono buone
Per risolvere questo inghippo possiamo darti un consiglio: affinchè le idee buone escano fuore bisogna andare contro il “convenzionale”, contro i modi “ordinari” di agire. Fai sì che le idee non interagiscano col mercato, perchè altrimenti vengono soffocate: slegati dai luoghi comuni, cerca di guardare al cambiamento… E’ così che accenderai la scintilla per la nascita di nuove buone idee.
Se ti servono consigli per avere buone idee in Azienda o vuoi un aiuto concreto per sostenere la tua Azienda prova il nostro servizio Tutoraggio Aziendale, al seguente link: su http://www.controlloaziendale.it/servizi/tutoraggio-aziendale/.
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Le Guerre del Piccolo Imprenditore Italiano
Oggi per noi è un giorno importante, perché abbiamo inserito all’interno del nostro sistema di Webmarketing Aziendale anche le applicazioni Facebook. Questo a testimonianza che ormai l’era in cui si “costruiva” il sito web e basta è ormai defunta, mentre quello che conta è la creazione di un sistema completo di web marketing, al cui centro rimanga comunque il sito web.
Tra i satelliti del sito web, oltre ad Adwords per il Pay Per Click, la Seo per la ricerca organica, i forum, i blog, YouTube, …
un ruolo importantissimo è svolto proprio dai Social Network ed in particolare Twitter e Facebook.
Con le applicazioni abbiamo creato un’ulteriore arma per dare maggiore forza e vitalità alla nostra attività su Facebook.
Questa potenza di fuoco, questa macchina che trova nuovi contatti e nuovi clienti, oggi è anche a tua disposizione per la tua azienda: la trovi su www.webmarketingitaliano.it
Intanto con il lancio della nostra prima applicazione :
Le Guerre del Piccolo Imprenditore
Ti diamo la possibilità di COMBATTERE votando per un tema importante per il piccolo imprenditore come l’abolizione dell’acconto sulle imposte e contributi Inps.
Clicca sul link seguente per entrare nell’applicazione e votare!
http://apps.facebook.com/piccoloimprenditore
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Soluzione al problema sulla determinazione dei prezzi in Azienda
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La scorsa settimana abbiamo visto come la determinazione dei prezzi di vendita causi molti problemi a tantissimi Imprenditori, che quasi sempre sono in difficoltà nel determinare il prezzo di vendita di un prodotto e quindi corrono seri rischi di non accettare lavori a prezzi validi oppure corrono il rischio di accettare lavori sotto prezzo…
Avevamo formulato un problema apposito che ti riepiloghiamo qui di seguito:
Poniamo che un’azienda ha 80.000€ di costi “fissi” annuali così suddivisi:
Affitto= 12.000 €
Energia elettrica= 2.000 €
Ammortamento macchinari= 6.000 €
Manodopera (2 dipendenti)= 60.000 €
E poniamo che l’azienda abbia questa distinta base (voci che servono per costruire un prodotto):
Materie prime= 4 € al pezzo
Semilavorati= 1 € al pezzo
Imballaggio= 0,5 € al pezzo
Totale distinta base= 5,5 € al pezzo
DOMANDE DA RISOLVERE.
Considerando che tutti i costi sostenuti annualmente (quelli visti sopra) sono sufficienti ad alimentare una produzione annua di 40.000 pezzi e considerando che abbiamo in portafoglio una commessa già acquisita per 10.000 pezzi al prezzo di 10€ cadauno si chiede:
1) E’ conveniente accettare una nuova commessa da un cliente che ci offre 10.000 pezzi a 7€ ognuno?
2) Qual è il prezzo soglia al quale ci conviene accettare o rifiutare nuove commesse?
Il ragionamento corretto per arrivare alla soluzione è il seguente:
Se io imprenditore rifiuto la commessa a 7€ rinuncio ad un margine di 1,5€, dato dalla differenza tra 7 e il costo della distinta base, cioè 5,5.
I costi di struttura comunque li sosterrò sia che io produca sia che io non produca. Quindi rifiutando la perdita rimarrà a -35.000€, che derivano da:
Costi fissi comuni + Costi variabili – Ricavi =
80.000 € + 55.000 € - 100.000 € = 35.000 €
Ora attenzione al concetto focale del margine di contribuzione!
La commessa già acquisita ha un margine di contribuzione di
di 45.000 €, dato da:10.000 pezzi x 4,5 € (10 € - 5,5 €)
Dove 10 € era il prezzo a cui venderemo la commessa e 5,5 € il totale dei costi variabili per produrre ogni pezzo.
In questo modo hai coperto una parte dei costi di struttura che erano 80.000€.
Ora mancano 35.000 Euro di costi di struttura da coprire con una capacità residua di 30.000 pezzi da produrre, ci sei?
Se ora accetto l’offerta io diminuisco la perdita di: 15.000 € (10.000 x 1,5).
Riepiloghiamo la situazione SE ACCETTO LA COMMESSA :
Costi fissi comuni = 80.000 €
Cioè 6.000 € + 2.000 € + 12.000 € + 60.000 €
(Ammortamento, energia, affitto, dipendenti )
Costi variabili (delle due commesse )= 110.000 €
Cioè 20.000 pezzi x 5,5 € (distinta base)
Totale costi = 190.000
Ricavi dalle Commesse già acquisite:
10.000 x 10 € = 100.000 (commessa precedente)
10.000 x 7 =70.000 (commessa attuale)
Abbiamo una perdita prima di scegliere se accettare o meno la nuova commessa; la perdita è data da:
Costi fissi comuni + Costi variabili – Ricavi =
80.000 € + 110.000 € - 100.000 – 70.000 € = 20.000 €
Come si vede accettando la commessa a 7 Euro abbiamo diminuito la perdita di 15.000 portandola a 20.000
Infine mi rimangono 20.000 pezzi, perché i costi fissi ricordiamo dall’esempio, riuscivano ad alimentare un flusso di 40.000 pezzi all’anno.
Quindi posso vendere i restanti 20.000 pezzi (40.000 - i 10.000 già in portafoglio e i 10.000 della nuova commessa) e pareggiare il bilancio , vendondoli a 6,5 € = ( 5.5 + 1)
Col margine di 1 infatti ottengo 20.000 € (20.000 x1) e così copro i famosi 20.000 € rimasti e portare in pareggio il conto economico.
Conveniva o no accettare la nuova commessa ?
Sì, ovviamente, rifai tutto il ragionamento se non hai capito.
Qual è il prezzo soglia ?
Semplicemente 5,6 €.
Infatti ogni prezzo superiore alla distinta base è valido.
Se ti senti impreparato su questo aspetto o vuoi essere aiutato nella gestione aziendale prova con il nostro servizio Cruscotto di Controllo, al seguente link: su http://www.controlloaziendale.it/servizi/cruscotto-di-controllo/.
Per qualsiasi informazione Puoi contattarci gratuitamente ai nostri recapiti:
Brancozzi & Partners Consulting srl 0734605020
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