Licenziamento: impossibile se il dipendente può lavorare in mansioni simili

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Norma sul licenziamentoSecondo una sentenza della Corte di Cassazione il datore di lavoro, prima di licenziare un dipendente, deve fornire una valida motivazione sull’impossibilità di poter far lavorare il dipendente in mansioni “compatibili”.
Nel concreto il caso in questione si riferisce ad una impresa edile con diversi cantieri, per cui il lavoratore in questo caso è tenuto a dimostrare che è impossibile assumere il dipendente in uno degli altri cantieri, facendogli svolgere una mansione compatibile.

La norma lascia spazio anche all’intervento del lavoratore, per cui anch’egli può proporre ruoli o mansioni in cui potrebbe essere assunto dallo stesso datore.
Nel caso dei cantieri edili, infatti, la chiusura di un cantiere non basta come prova valida per il licenziamento dei lavoratori presenti in questo.
Qualora non venga dimostrato dal datore di lavoro che il dipendente non può essere assunto in altro modo, il licenziamento diventa non applicabile.

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Conflitti in azienda: cosa fare?

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Conflitto in aziendaQuale gruppo di lavoro, quale insieme di individui, quale azienda non ha mai avuto una divergenza nell’arco della propria esistenza?
Dacchè ciascun individuo è unico nel suo genere, è normale che si possano presentare dei casi di conflitto quando 2 o più individui lavorano a stretto contatto.

Ma quali sono le cause principali dei conflitti in azienda, e soprattutto come si possono risolvere?


Le principali cause sono essenzialmente umane:

  • carattere diverso
  • aspettative diverse
  • aspirazioni diverse
  • incomprensioni

Per la soluzione dei problemi, a volte basta un chiarimento tra le parti in causa, in altre si può anche ricorrere ad un consulente esterno.

Risoluzione interna dei conflitti

Siccome l’attività aziendale è sempre più frenetica, spesso non si ha il tempo di spiegare con precisione cosa si vuole comunicare, con il risultato di portare a malintesi che possono sfociare in conflitti.
Pensiamo per un attimo all’email: quante volte comunichiamo con i nostri colleghi attraverso una email? L’email però non riesce a trasmettere con efficacia le nostre emozioni, le nostre sensazioni, e quindi può causare dei problemi di incomprensione.
Poi ci sono le disparità di obiettivi: il nostro capo ha gli stessi nostri obiettivi? Molto probabilmente no…
Se un dipendente - collaboratore preme per l’acquisto di un nuovo macchinario, il capo potrebbe reputare più opportuno risparmiare ed effettuare l’acquisto in un secondo momento.
Vogliamo menzionare i conflitti d’interessi tra dipendenti o collaboratori?
Sicuramente anche tu avrai avuto casi da raccontare…

Insomma il conflitto in molti casi è naturale, spontaneo…
Ci sono diverse strategie per risolvere questi problemi senza ricorrere a figure esterne:

  • Prevenire il problema, evitando di dire o fare ciò che pensiamo possa generare un conflitto
  • Andare incontro al problema, gestendo consapevolmente una situazione di conflitto, al fine di superare il conflitto. Può essere fatto generando appositamente il conflitto ma avendo a disposizione le carte giuste per poterlo appianare
  • Smorzare il problema, senza dare la possibilità al conflitto di degenerare e causare danni ai soggetti coinvolti e/o all’azienda


Ma quando il conflitto si acuisce e non c’è verso di sanarlo internamente all’azienda o in modi amichevoli cosa si può fare?

Risoluzione esterna dei conflitti

Molte aziende snobbano questa soluzione, che invece può salvare rapporti o situazioni apparentemente insolubili.
La risoluzione esterna consiste nel richiedere l’aiuto di un tutor aziendale, cioè una figura professionale esterna all’azienda che ha collaudate competenze aziendali e nei rapporti interpersonali.
La pratica aziendale ha messo in luce che molto spesso è sufficiente affidarsi alla decisione di un tutor per togliere conflitti d’interessi o risolvere situazioni spinose all’interno delle aziende, soprattutto quando le aziende sono di piccole dimensioni.
In concreto parliamo di problemi come: passaggi generazionali, decisioni sull’acquisto di nuovi strumenti/impianti, decisioni su problematiche come “produzione interna o outsourcing?”, ingresso in azienda di nuovi soci, dipendenti o collaboratori, e molti altri casi chiave…

In definitiva MAI commettere l’errore di lasciar degenerare o ignorare una situazione conflittuale per un lungo periodo, perchè in questo modo si rischia di mettere a repentaglio la salute dell’azienda.

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