Email marketing: le 8 regole d’oro

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Immagini dell’email marketing E’ uno degli strumenti principi del nuovo marketing, ma troppo spesso viene trattato con troppa superficialità, con la conseguenza di ridurre drasticamente le grandiosi chance di business che può avere l’invio di una newsletter: stiamo parlando appunto di email marketing.

Con l’email marketing mandiamo una mail ad un pubblico di utenti, che, in teoria, dovrebbe essere già interessato ai nostri prodotti.
L’invio di una comunicazione via mail assume così un’importanza rilevante ai fini del marketing aziendale, perchè una mail ben strutturata e indirizzata può portare molte più conversioni che una campagna pubblicitaria di diverso genere (radio, banner, stampa…), che molto spesso è indirizzata ad un pubblico più vasto, ma che può non essere interessato ai nostri servizi.
Il succo dell’email marketing è proprio quello di inviare le comunicazioni aziendali a chi già è interessato ai nostri prodotti, senza disturbare chi non ha manifestato interesse per noi; da qui andiamo a vedere le 8 regole d’oro per una fare email marketing con successo:

  • 1- Avere sempre il consenso del destinatario di ciascuna email.
    L’abbiamo già accennato: senza consenso l’invio di una mail è come il venditore che ti bussa alla porta per venderti chissà cosa… gli apriresti mai la porta?
    Inoltre ricorda che le nuove norme sulla privacy richiedono il consenso del destinatario, il rischio per non rispettare questa legge è la denuncia con penale fino a 3.000€
  • 2- Scrivere il mittente ad hoc.
    Molto spesso capitano email con il mittente chilometrico, che ovviamente non riusciamo a leggere per intero perchè i programmi di posta hanno un numero limitato di caratteri a disposizione.
    La buona norma è quella di attenersi ad un massimo di 5 parole e 35 caratteri.
    Includere il nome dell’azienda è l’ideale, anche per fini di brand (l’utente alla lunga ricorderà il nome della tua azienda se lo vede più spesso ripetuto).
  • 3- Scrivere l’oggetto ad hoc.
    Non usare nomi generici, non usare MAI il tutto maiuscolo, nè parole spregiative, o termini che vanno a confluire nella vasta area dello spam (free, sexy,….)
    Anche qui utilizza poche parole, magari sotto ad un numero di 5 e 35 caratteri come per il mittente.
    Inoltre queste pochissime parole dovrebbero essere accattivanti: cerca di fare leva su caratteristiche specifiche o benefici. Massima coerenza tra oggetto e contenuto della mail: non promettere ciò che non puoi, non indurre a pensare ciò che tu non offri.
  • 4- Scrivere la mail in html.
    Se non lo sai fare affidati a chi mastica un pò il linguaggio. Scrivere una mail con Word e poi fare un copia incolla sul tuo client di posta elettronica, significa andare incontro ad una marea di mail che verranno visualizzate malamente dai destinatari.
    Ricorda che ogni programma di posta ha i suoi parametri di visualizzazione: scrivendo in html, che è il linguaggio standard per il web, elimini alla fonte la maggior parte dei problemi.
    Evita anche di scrivere parole con font troppo grandi, o con colori troppo sgargianti; attieniti a colori sobri, come nero su sfondo bianco, ed avrai tassi di apertura delle mail maggiori.
  • 5- Eliminare o ridurre al minimo la grafica.
    Molti programmi di posta per loro configurazione o configurazione dell’utente, vanno a bloccare la visualizzazione delle immagini contenute nelle mail.
    Se invii una mail con una o più immagini rischi che molti dei destinatari vedano immagini bloccate e quindi, in mancanza di una comunicazione chiara ed un testo immediatamente fruibile, vadano a cancellare la mail senza nemmeno aprirla.
    Figuriamoci se includiamo nella mail effetti in Flash, Javascript o quant’altro…
  • 6- Inserire in modo esatto i link.
    Come già detto sopra non bisogna MAI utilizzare il testo tutto maiuscolo, nè font troppo grandi o colori “sparati”. I sistemi di spam dei programmi di posta moderni sono sempre più rigorosi.
    Per i link non usare parole chiave diverse dall’url, nè troppo lunghe.
    Utilizzando un link con l’ancora (cioè i termini che contengono il link), uguale all’url darai la possibilità di fare un copia incolla dell’indirizzo all’utente, cosa sempre utili in caso di visualizzazioni errate o blocco del link.
    L’ideale è accorciare la lunghezza del link, con un servizio di tinyurl.
  • 7- Tracciare i risultati dell’invio di mail.
    Ti serve senza dubbio un sistema di statistiche per risolvere questo punto.
    I normali programmi di posta non hanno questa caratteristica e quindi bisogna ricorrere ad altri sistemi. Se invii a cadenza costante newsletter, per esempio, avrai riscontri e consigli unici dall’utilizzo di un sistema di statistiche.
    Sapere in quanti aprono la mail o in quanti cliccano sui link che hai inserito nella mail, è il primo passo per realizzare campagne di mail marketing efficaci.
  • 8- Effettuare test di invio.
    Per il motivo sopra descritto della disomogeneità dei client di posta, è bene inviare prima la mail a dei nostri indirizzi alternativi, su client/siti più battuti (Yahoo!, Virgilio, Hotmail, Gmail).

Per finire, se vuoi fare email marketing in modo corretto senza perdite di tempo, faresti bene ad uniformare la comunicazione aziendale, il tuo sito, e le campagne di mail marketing:
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Trend n7 del nuovo marketing: Google e la frammentazione generalizzata

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Trend n°7 del nuovo marketing - esempio pratico:
Tempo fa acquistare un caricabatterie per automobile Nokia 6230 presso un negozio autorizzato alla vendita sarebbe costato $29. Esso è infatti un oggetto bundle (associato al pacchetto di vendita non ha alcun costo aggiuntivo), ma in caso di acquisto separato è venduto a…

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Trend n6 del nuovo marketing: l’outsourcing

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Trend n°6 del nuovo marketing - esempio pratico:
Il servizio drive–in di Mc Donald’s in America esternalizza la gestione vocale degli ordini ad un unico call center in North Dakota, che attraverso Internet fa sentire la voce dell’acquirente. Convogliare gli ordini di diversi ristoranti verso un unico call center permette a Mc Donald’s di eliminare i tempi morti e contemporaneamente di migliorare la formazione e il …

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Trend n5 del nuovo marketing: la coda lunga

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Trend n°5 del nuovo marketing - esempio pratico:
…Nel 1977 un robivecchi dell’Oregon decise di provare a vendere lampade d’epoca (il tipo di lampade che si usava nel 1910 nel catalogo Sears). Da allora Rejuvenation (la sua azienda) ha avuto una crescita enorme: ha più di 200 dipendenti ed è il maggiore produttore e venditore di lampade e accessori per l’arredamento in stile.
Cercate una lampada d’epoca? Non potete …

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Trend n4 del nuovo marketing: intervalli brevissimi di tempo

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Trend n°4 del nuovo marketing - esempio pratico:
…Youtube gestisce oltre 7 milioni di video che hanno la durata media di 5 minuti ciascuno, ma che per la maggior parte sono visti per meno di 10 secondi.
Dieci secondi è tutto il tempo di cui disponete per dimostrare allo spettatore che deve investire altri 10 secondi; se poi …

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Trend n3: il bisogno di storie

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Trend n°3 del nuovo marketing - esempio pratico:
…La copertura sanitaria dei dipendenti rappresentava una delle criticità maggiori per l’immagine della famosa azienda statunitense Walmart.
L’azienda pensò di migliorare la propria reputazione pubblicizzando storie di persone felici e soddisfatte di lavorare alle proprie dipendenze.
Tale storia aveva acquisito una credibilità notevole, fino a quando non diventò di pubblico dominio una comunicazione interna nel quale si delineava una strategia di compressione dei benefit e di graduale turn over, sostituendo i lavoratori più vecchi e quelli con problemi di salute…

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Trend n2: l’autorità del consumatore

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Trend n°2 del nuovo marketing - esempio di caso vincente:
…Joanne Kates e’ una critica gastronomica del “Globe and Mail”, il maggiore quotidiano di Toronto. Lei si presenta nei ristoranti sotto mentite spoglie, ma nonostante ciò le sue foto sono presenti nelle cucine dei migliori ristoranti della città.
Se lo chef riconoscerà la presenza della critica cercherà di offrire un servizio ineccepibile, guadagnandosi una recensione positiva.
Il problema è che…

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Trend n1: scompaiono gli intermediari

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Trend n°1 del nuovo marketing - esempio di caso vincente:
…La Sonos produce un apparecchio stereo che sarebbe stato inconcepibile sino a dieci anni fa.
Si compone di un driver nel quale si memorizzano gli MP3, di un controller remoto con schermo LCD e di un lettore che si collega alle casse dello stereo.
Con il controller si può scegliere un brano a piacere dalla collezione di musica e ascoltarlo in qualunque stanza della casa; aggiungendo altri lettori si estende il collegamento ad altre stanze.
L’azienda ha eliminato gli intermediari costituiti dagli installatori, ossia coloro che…

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Pmi: l’espansione tramite capitale di rischio

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capitale-di-rischio-pmi.jpgSpesso le Pmi si trovano di fronte ad un muro: quello dell’espansione.
La dimensione dell’azienda vorrebbe essere aumentata, ma i mezzi non sono sufficienti: cosa fare allora?

Un’alternativa valida può essere quella del ricorso al finanziamento tramite capitale di rischio, che si concretizza con l’ingresso in azienda di investitori istituzionali.
Il surplus apportato da tali investitori non è solamente finanziario, ma riguarda anche asset non tangibili come know-how, rete di contatti, organizzazione e capacità di operare con efficacia all’interno del settore di competenza.
Inoltre bisogna tenere presente che l’obiettivo di tali operatori è quello di un guadagno finanziario netto di medio periodo (entro 10 anni), per cui essi interverranno attivamente nelle fasi operative della gestione aziendale al fine di aumentare il reddito dell’azienda.

Sono principalmente 2 le forme con cui l’investitore può agire:
- il private equity
- la venture capital

In entrambi i casi si assisterà ad un ingresso “liquido” dell’operatore nel capitale dell’azienda, ma adesso ci occuperemo principalmente di private equity.
Con il private equity, l’ingresso avverrà o tramite sottoscrizione di capitale / quote azionarie, o finanziamenti che diventeranno successivamente di proprietà.
Generalmente chi ricorre al private equity può essere:
- un’azienda che non ha forza sufficiente per essere quotata in borsa
- un’azienda interessata a capitale di terzi
- un’azienda in crisi
- un’azienda in cerca di nuovi soci

La menzione di termini come “quotazione in borsa” e “quote azionarie”, non deve far credere che le operazioni di private equity siano soltanto ad appannaggio di aziende di una certa dimensione.
Anche le piccole e piccolissime imprese possono trarre benefici da tali movimenti, come nel caso delle cosiddette aziende in fase di maturità, dove l’investitore può andare a sostituire il socio minoritario senza apportare cambiamenti al ruolo dell’azionista di maggioranza, carica che in molti casi è rivestita dal capo famiglia.

Parlando di venture capital, andiamo anche qui a confluire nel ramo delle piccole imprese.
La venture capital è infatti adatta a supportare la fase di start-up di nuove aziende di piccole dimensioni nel settore della tecnologia.
Facciamo 2 esempi concreti del caso: Tiscali è nata grazie ad una joint-venture, e addirittura anche il colosso mondiale Google si è avvalso di venture capital nei primi tempi di attività.
Per chi si trova nelle prime fasi dell’attività aziendale, è consigliato, in primis, il ricorso ad un servizio di business plan.

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Le 7 regole del successo: regola n1

Postato in: Nuovo marketing |

Leggendo e conoscendo molte storie di uomini che hanno fatto della loro vita qualcosa di eccezionale, non solo a livello imprenditoriale, mi sono posto una domanda: E’ possibile individuare dei comportamenti, delle regole di vita che fossero comuni o addirittura costanti in molti di loro?
Da questa domanda la mia insaziabile curiosità mi ha portato a compiere degli studi che mi hanno condotto ad individuare le SETTE regole, comuni a uomini che poi sono diventati GRANDI.

REGOLA UNO: FAI AGLI ALTRI CIO’ CHE VORRESTI FOSSE FATTO A TE IN MODO DISINTERESSATO.
Se sei su un social forum è perché hai capito che una componente importantissima per la realizzazione dei tuoi sogni è la creazione e il mantenimento di rapporti. Chi ha rapporti ha occasioni di affari, di crescita, di maggior cultura, di maggiori informazioni. Chi ha molti rapporti ha indubbiamente TANTISSIMI VANTAGGI COMPETITIVI rispetto ai propri competitori.
Ma i rapporti per poter essere produttivi devono essere profondi e sinceri. Un cliente che è trascurato perché dovrebbe tornare a comprare da noi quando altri Nostri concorrenti lo trattano come un RE? I nostri fornitori perché dovrebbero farci una consegna immediata urgentissima se ogni volta che parliamo al telefono siamo scortesi con loro e siamo gentili solo quando ci serve qualcosa?
Gli esempi sono infiniti. Il Nostro obiettivo dovrebbe essere quello di essere sempre in “ATTIVO” nei rapporti con i nostri Clienti, Fornitori, Amici, Amanti, Parenti, Conoscenti etc.
Immagina di avere con ognuna delle persone che conosci un CONTO CORRENTE da una parte metti i versamenti cioè tutti i comportamenti e le azioni che hai compiuto in modo disinteressato nei suoi confronti che gli abbiano creato soddisfazione e piacere. Per sapere se è veramente soddisfatto o colpito piacevolmente fai l’esercizio di ipotizzare come ti sentiresti al suo posto se qualcuno avesse fatto la stessa cosa con te.

Se provi piacere allora vorrà dire che anche ciò che tu hai fatto ha procurato soddisfazione. Dall’altra parte metti i prelevamenti cioè le azioni o le situazioni in cui hai chiesto un favore, ti sei comportato male, hai eseguito male un lavoro etc.
A questo punto fai in modo che tutti i tuoi “conti correnti” siano a credito con tutti.
Avrai migliaia di persone che nell’universo faranno il tifo per te e saranno sempre pronte ad aiutarti.
Non pensi che questa sia una cosa straordinaria che ti aiuterà senz’altro ad avere successo?
Scoprirai che ti capiteranno delle situazioni favorevoli, oggi impensabili ed imprevedibili, che collegherai al fatto di avere un Conto Corrente positivo con una data persona.

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